ROMA – In arte Eva Robin’s (il nome dalla compagna di Diabolik, il cognome dal noto scrittore Harold), al secolo Roberto Coatti, 66 anni, cantante, attrice di cinema e teatro, dal 3 luglio è in sala (prodotto da Mompracem e Rheingold, distribuito da Europictures) con L’oro del Reno, dell’esordiente Lorenzo Pullega. Racconti ambientati tra presente e passato, sulle sponde del fiume.
Come è arrivata a “L’oro del Reno” e al suo momento musical in cui balla sulle rive del fiume?
«È lui che è arrivato a me. La scena è stata girata alla Chiusa di San Benedetto, a Bologna, dove io – insieme ad altri – sono una dei villeggianti del “posto del sole”. Frequento il posto da trent’anni. È un luogo, appunto alla Chiusa di Casalecchio, dove per via di un’escursione termica dovuta alla posizione strategica, si può prendere il sole anche a gennaio, anche con la neve, e non si ha freddo. Lì ho conosciuto il regista, a una fermata dell’autobus. L’anno in cui stavano quasi per finire il film, c’è stata l’alluvione a Bologna, proprio in quella zona, e così le riprese lì sono slittate di un anno».
Da tanto non girava un film.
«Sì, ma ora ne ho tanti. Uno con Carolina Cavalli, Il rapimento di Arabella, con Benedetta Porcaroli. Il mio ruolo era stato pensato per Rossy De Palma. Ma quando Carolina stava iniziando le riprese, non è più riuscita a trovarla. Così la mia vicina di casa Daniela Catari – due David di Donatello per il trucco - ha fatto il mio nome. Carolina mi ha presa sulla fiducia».






