William e Kate si sono trasferiti nella nuova residenza di Forest Lodge, all'interno del Windsor Great Park, lasciando l'Adelaide Cottage per una casa più grande e adatta alle esigenze della famiglia. Ma il vicinato non è felice delle misure di sicurezza adottate dalla coppia reale che li costringe a rinunciare all’uso di ben 150 acri del parco circostante, oltre a disagi e blocchi stradali.
Il principe e la principessa si sono trasferiti nell'ampia proprietà di Windsor insieme ai figli George, 12 anni, Charlotte, 10 anni, e Louis, 7 anni, durante le vacanze di metà semestre. L'idea è quella di rimanere a vivere qui anche quando diventeranno Re e Regina. Intorno alla nuova casa di Windsor è stato eretto un cordone di sicurezza lungo sei miglia con telecamere a circuito chiuso e cartelli di "divieto di accesso" che hanno reso inaccessibili ampie zone del Windsor Great Park, un tempo utilizzate per picnic in famiglia o per portare a passeggio i cani. Non in ultimo, la chiusura del parco ha causato blocchi stradali e intasamenti nei pochi parcheggi rimasti. Da qui nasce il malcontento del vicinato che ha raccontato al Daily Mail di essersi sentito "ingannato". «Dicono che si possono usare altri cancelli, ma non è possibile perché non c'è posto dove parcheggiare», ha detto un dog walker. «Viviamo qui da 20 anni, è un posto incantevole. Sappiamo che hanno bisogno di privacy, ma è un vero peccato. Siamo completamente distrutti». Un altro abitante del posto ha definito le misure "eccessive", affermando: «È un duro colpo, ma non cambieranno idea». Stando alle dichiarazione del quotidiano britannico, chi vive entro un miglio dal parco poteva pagare una tariffa di 60 sterline per accedere alle zone del terreno non aperte agli altri visitatori, ma la nuova barriera ha vietato anche questa possibilità. Con la chiusura permanente di una strada locale che attraversa il parco, gli abitanti devono fare una deviazioni e allungare di chilometri per raggiungere la destinazione. Molti testimoni ascoltati dal giornale lamentano il fatto che dal Palazzo non ci sia stato alcun sforzo per attenuare il crescente clamore suscitato dai disordini.







