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Ultimo aggiornamento: 7:45

Centotrent’anni fa, il 28 dicembre 1895, quando si proiettò il primo film al mondo al Salon indien del Grand Café, sul boulevard des Capucines di Parigi, Auguste e Louis Lumière, artefici dell’operazione, non c’erano. Il ruolo fondamentale in quello che oggi si chiamerebbe il marketing del neo-cinematografo l’ebbe infatti Antoine Lumière, padre dei due fratelli, pittore e fotografo con attività di famiglia a Lione (la moglie Jeanne Joséphine Costille era una semplice lavandaia). Antoine (lui sì che c’era alla prima…) aveva uno spiccato gusto dell’impresa commerciale, anche se rischiosa. Fu lui, infatti, a lanciare l’idea della prima proiezione pubblica a pagamento intuendo con straordinaria precognizione che ciò che andava costruito era un pubblico attratto dall’invenzione dei suoi figli. Quelle “fotografie animate”, come le chiamava Antoine, dovevano essere mostrate agli spettatori in un luogo consono e attrattivo, tanto da rifiutare alcune iniziali offerte per approdare, infine, a una ex sala da biliardo (il seminterrato Salon Indien) del Gran Café. Erano le 18, il biglietto costava un franco e la sala era piena.