La mano è alla base dell’evoluzione dell’umanità e racchiude il potere di comunicare, donare, ricevere, amare, odiare, creare e distruggere». Con queste parole, Lorenzo Quinn (Roma, 1966), celebre artista contemporaneo italo-americano, spiega l'importanza di un elemento centrale nelle sue sculture. Dopo il recente successo estivo dell’esposizione All we need is love, presso il Bagno Alpemare di Forte dei Marmi, l’autore torna nella mostra Love will save us presso la Galleria Contini di Cortina d’Ampezzo, che sarà inaugurata oggi alle 18,30 alla presenza del maestro e proseguirà fino al 6 aprile. Le mani realizzate da Quinn sorreggono cuori dorati in bronzo lucido (I give you my heart III) e dai colori intensi e luminosi, come l’acquamarina della resina e il rosso cromato dell’acciaio inossidabile (My heart is yours). E ancora dita intrecciate in Eros I e II e che si sfiorano in Maktub It is written III, che dall’arabo significa «è scritto», per indicare il fato: come ricorda l’artista, quando due anime sono destinate a incontrarsi, l’universo intero si muove perché ciò accada.
«Di nuovo mani allacciate nella scultura United emotions, che proteggono come uno scudo e offrono rifugio contro le avversità della vita in Shelter e mani funamboliche che camminano su un teso filo spinato pronte a raggiungersi perché è più facile compiere il percorso con qualcuno che ti aiuta ad attraversarlo (Tight rope, hands). L’amore, infatti, è il tema fondamentale della sua poetica, declinato nelle sue sfaccettature più differenti attraverso un percorso lirico e simbolico composto da 40 opere, realizzate in materiali diversi, tra cui anche il legno e l’acrilico. Come spiegano Stefano e Riccarda Contini nel catalogo dell’esposizione, i lavori di Quinn «evocano valori eterni ed emozioni autentiche; affrontano questioni universali, riflettono sul ruolo e sulla responsabilità dell’essere umano. Ogni opera diventa un gesto d’amore, un appello alla consapevolezza e alla responsabilità collettiva, invitando a superare le barriere e a riscoprire la solidarietà come valore universale... restituendo all’arte la sua funzione più autentica: connettere, educare e unire». Nella sua ricerca pittorica spiccano anche gli acrilici dedicati al tricolore con le gigantografie delle impronte digitali dal titolo Identity Vero Italiano I e II, un’esaltazione dell’italianità e un sentito riferimento autobiografico alle sue origini.






