Mohammad Hannoun stava per raggiungere la Turchia e trasferire lì tutte le sue attività di finanziamento all'organizzazione terroristica. A dirlo è la gip Silvia Carpanini, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presidente dell'associazione dei palestinesi in Italia, arrestato oggi nell'operazione di Digos e Guardia di Finanza perché ritenuto membro del comparto estero di Hamas e al vertice della cellula italiana.

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Secondo gli inquirenti sussistono nei suoi confronti un «concreto e attualissimo pericolo di fuga» e di inquinamento delle prove. Dalle intercettazioni è emerso che il programma di trasferirsi fosse ormai in fase di attuazione. Negli ultimi giorni, scrive il giudice, Hannoun «ha programmato la partenza per Istanbul per il 27 dicembre la famiglia lo avrebbe raggiunto a breve». Inoltre, come si legge dal provvedimento, gli indagati avrebbero «ripetutamente ripulito»i loro dispositivi elettronici.

Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun è il volto più noto tra i nove finiti in carcere. 63enne architetto palestinese trapiantato a Genova, era già finito al centro di numerose inchieste per le attività di raccolta fondi destinate alle famiglie di kamikaze e ai terroristi palestinesi. Questa volta viene formalmente indicato come «il vertice della cellula italiana» di Hamas, a cui avrebbe destinato il 71% dei fondi raccolti a favore dei palestinesi e della popolazione di Gaza tramite vari enti.