Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Friuli Venezia Giulia, coordinato dal sostituto procuratore di Trieste Chiara De Grassi, al termine di accurate investigazioni digitali ha individuato e sequestrato 30 siti internet utilizzati per indurre i cittadini a fare investimenti in criptovaluta, in realtà falsi.
Le indagini sono state avviate dopo che una persona è stata "agganciata" tramite noti applicativi di messaggistica istantanea con utenze e account fittiziamente intestati.
L'uomo, convinto dell'effettiva conclusione di un contratto di lavoro a distanza, ha invece subito una perdita di circa settemila euro apponendo - come gli era stato richiesto di fare - "like" su alcuni video social in cambio di piccole somme di denaro.
Successivamente, gli è stato proposto di compiere attività di trading in criptovalute assicurando guadagni rapidi.
Che ovviamente non si sono mai verificati.






