Scontro salvezza al Picco, l’allenatore aquilotto rilancia anche Kouda
L'allenatore dello Spezia, Roberto Donadoni (foto Tassone)
La Spezia – È l’ultima partita dell’anno solare. Non l’ultima chiamata per la salvezza, però. Anche se poco ci manca. Lo Spezia ospita allo stadio Alberto Picco il Pescara, fanalino di coda della Serie B. Lo scontro è diretto. Se gli aquilotti vincono, mettono per la prima volta il naso fuori dalla zona retrocessione. Al contrario, possono finire sull’ultimo gradino della graduatoria. Paradossale per chi al tramonto della primavera si è giocato fino alla fine i 180 minuti per salire in Serie A.
Il calcio è questo. Da allora sono passati esattamente 209 giorni. È cambiato un po’ tutto, calciatori e allenatori compresi. Luca D’Angelo ha lasciato il posto all’ex commissario tecnico Roberto Donadoni. Il quale, però, continua ad affidarsi al vecchio dogma: 3-5-2. Mascardi in porta. E difesa a tre composta da Wisniewski, Hristov e Beruatto. Aurelio e Vignali si muovono sull’esterno, mentre al centro del campo c’è spazio per Cassata, Nagy e Bandinelli. Il centrocampista ex Empoli, in dubbio fino alla vigilia, ha recuperato e si prende ancora una volta la maglia da titolare. Discorso diverso per Salvatore Esposito, squalificato e, probabilmente, ormai lontano dal progetto. Vanno in panchina, invece, Lapadula, Vlahovic, Verde e Artistico, perché il tandem offensivo scelto dall’inizio è composto da Soleri e Di Serio.






