Un nuovo tassello importante si aggiunge alla lotta all’evasione fiscale attraverso l’incrocio delle banche dati. Mentre commercianti, baristi e ristoratori alzano le saracinesche nel 2026, dovranno confrontarsi con una novità considerata tra le principali dell’anno.

Dal 2026, sarà necessario collegare la matricola del registratore telematico, già censito nell’Anagrafe Tributaria, ai dati identificativi dei terminali di pagamento elettronico (Pos) posseduti dal commerciante. In pratica, l’Agenzia delle Entrate potrà incrociare ogni scontrino emesso con i pagamenti ricevuti tramite Pos. L’obiettivo è evidente: scovare possibili discrepanze tra incassi elettronici tracciati e scontrini fiscali registrati, così da impedire il pagamento elettronico senza rilascio di scontrino – o con importi inferiori a quelli effettivi.

Questa norma, già nella manovra dello scorso anno ma applicata con ritardo tecnico per permettere la preparazione dell’infrastruttura digitale da parte della Sogei, ora entra nel vivo, grazie alle recenti circolari attuative. I commercianti avranno 45 giorni per registrare i dispositivi utilizzati dal 1° gennaio 2026 o nel mese successivo. A regime, per ogni nuovo strumento o variazione, la registrazione dovrà avvenire dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione ed entro l’ultimo giorno lavorativo del mese stesso.