Niente schiscetta, ancora meno panini o pasti improvvisati. L’appuntamento per il pranzo dei bancari della Banca Passadore è in Trattoria. Lo storico istituto di credito genovese, che da 140 anni fa capo all’omonima famiglia, in pausa pranzo invita le sue persone in un vero e proprio ristorante, con prenotazione tramite app e servizio al tavolo. Area relax e svago, con biliardino, ping pong e consolle di gioco completano un momento di convivialità divenuto parte di un welfare dove «è tutto studiato in funzione del benessere e della retention dei dipendenti», ci spiega l’hr director, Assunta Roberta Marini che parla di «una cultura aziendale che proietta le persone al centro dell’organizzazione, con attenzione alle esigenze personali, familiari e sociali».
Nella rinnovata sede in pieno centro a Genova la lunga ristrutturazione, conclusasi pochi mesi fa, da un lato ha riqualificato lo storico palazzo consentendo consumi inferiori del 30%, grazie alla geotermia e ad un campo rinnovabile. Dall’altro lato ha però avuto come obiettivo quello di fare stare meglio le persone. Come? Dando spazio all’asilo nido che ospita i figli dei dipendenti – per chi lavora in altre sedi c’è un significativo contributo economico –, a un’area fitness dove i lavoratori possono allenarsi con attrezzature di ultima generazione o seguire i corsi nella pausa pranzo o dopo il lavoro. Se per mamme, papà, caregiver, ogni giorno diventa una lotta contro il tempo, la banca mette a disposizione un servizio di concierge per le commissioni quotidiane, dal ritiro della spesa ai servizi postali. E non è finita qui. Guardando ai prossimi mesi, nei progetti di Banca Passadore ce ne sono due particolarmente importanti. Il primo è la Passadore Academy per la formazione interna dei bancari con la previsione di 18mila ore di formazione nella fase di avvio, il secondo è uno spazio ricettivo con tre alloggi dove verranno ospitati transitoriamente i lavoratori che fanno formazione e arrivano da sedi diverse da Genova.








