Buen camino conferma il paradosso che accompagna da anni Checco Zalone: ogni ritorno in sala è insieme una festa per il pubblico, un evento industriale e un terreno di scontro critico. La commedia natalizia diretta da Gennaro Nunziante, maltrattata da molti recensori, viene letta da una parte come una rassicurante serenata al pubblico storico, dall’altra come la prova di una formula che fatica a rinnovarsi davvero.
Ma il turbinio di giudizi, tra carta e rete, viaggia su un binario parallelo rispetto a quello del pubblico, che attendeva da cinque anni l’evento, dopo aver visto e rivisto i vecchi titoli sulle piattaforme. Migliaia i commenti social sotto il trailer, il poster, il video della Prostata inflamada di chi aspettava il più grande regalo di Natale: uscire da una sala cinematografica con un sorriso, magari con figli, nonni e nipoti. Lo stesso attore dovendo definire il film con un aggettivo, aveva detto “per famiglie”. All’esordio, giovedì 25 dicembre, il film distribuito da Medusa ha incassato 5 milioni e 671 mila euro, con una media copia di 7.744 euro in 725 sale, sfiorando l’80% dell’incasso complessivo della giornata, che non era così alto da quattordici anni.
Buen camino, il nuovo film di Zalone












