Un metro e mezzo di neve al Tenda sopra Limone, domenica 28 dicembre il traforo internazionale sarà chiuso al traffico un’ora, dalle 8 alle 9, per consentire le operazioni di disgaggio valanghe sul versante francese della valle Roya. Uno stop a tempo indeterminato era già scattato martedì mattina, 23 dicembre, per l’elevato rischio di distacchi, ma dopo un’analisi più approfondita sugli accumuli di neve, l’organo tecnico competente francese aveva comunicato all’Anas che era possibile riaprire la galleria alla circolazione, cosa avvenuta mercoledì, vigilia di Natale.

In valle Roya non ha nevicato così come abbondantemente come in Italia, tuttavia con le ultime precipitazioni si sta verificando quanto avveniva già anni prima della chiusura del Tenda dopo il disastro dell’alluvione del 2-3 ottobre 2020. Cioè che in caso di evento climatico importante, la strada viene regolarmente chiusa in Francia, con il distacco preventivo delle valanghe sotto la responsabilità del Comune di Tenda. Che, è bene ricordarlo, non ha mai garantito il servizio spartineve dalle 20 alle 6 in valle Roya, a differenza dell’Anas, sempre operativa sul versante italiano.

Una soluzione definitiva è stata prevista dall’Anas nel progetto del Tenda bis, con l’installazione di reti paravalanghe sulla montagna. Un intervento mai realizzato. Il motivo è nel parere contrastante tra delegazioni italiana e francese della Conferenza intergovernativa. Secondo l’ingegnere Olivier Torlai, che nel febbraio 2024 aveva firmato il parere della commissione tecnica per il Paca francese, l’iniziativa dell’Anas «pone un problema di manutenzione nel tempo e non proteggerebbe la strada dalle valanghe, che potrebbero distaccarsi nei 3 canaloni adiacenti». E richiamando uno studio dell’Inrae, ha proposto l’installazione di sensori sulla montagna, al costo di un milione di euro, contro i 6 previsti da Anas per le reti.