Avolte capita di imbattersi in qualcuno che parli di leadership senza far venire in mente un corso motivazionale per venditori di aspirapolvere. Eppure, all'inaugurazione dell'anno accademico 2025/2026 della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Benedetto Vigna, l'amministratore delegato di Ferrari, ha fatto proprio questo: ha parlato di potere, tempo e fragilità umana con grazia rara.

E lo ha fatto in una città, Pisa, che gli ha insegnato a non perdere tempo – ironia della sorte – in un discorso che esalta proprio la lentezza.

Vigna, fisico subnucleare laureato proprio lì nel '93, inizia con un omaggio alla Torre Pendente, che non crolla da secoli nonostante la sua inclinazione precaria. Una metafora perfetta per la leadership, verrebbe da dire: instabile per natura, ma solida se ben ancorata. Da Pisa, racconta, ha ereditato cinque lezioni che suonano come un antidoto al veleno della fretta moderna: non sprecare il tempo, non mollare mai, coltivare il pensiero critico (oggi raro, anzi rarissimo), stare con gli altri e amare lo studio come un'esplorazione, non come un dovere.

Roba da antico saggio oggi dove tutti ti insegnano a "ottimizzare" la vita in dieci minuti.

Ma il cuore del suo intervento è un attacco gentile al mito del leader onnisciente, quel superuomo (o superdonna) che deve sapere tutto, controllare tutto, decidere tutto. "Quando una persona lavora bene con gli altri e li ascolta, non è mai solo!", dice Vigna, e uno quasi sente l'eco di un coro greco contro l'hybris dei potenti.