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Ultimo aggiornamento: 10:12

Già nel 2001 e nel 2008 il presidente russo Vladimir Putin espresse chiaramente all’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush la sua opposizione all’adesione dell’Ucraina alla Nato. Lo scrive Rbc-Ucraine che cita il centro stampa del Nsa, il National Security Archive.

Il capo del Cremlino, in particolare, disse a Bush che l’ingresso di Kiev nell’Alleanza Atlantica avrebbe creato un terreno di scontro tra Russia e Stati Uniti a lungo termine. Putin sostenne allora che l’Ucraina era uno Stato complesso, creato artificialmente, formato da territori di Paesi confinanti. Affermò che i russi costituiscono circa un terzo della popolazione ucraina e che una quota significativa dei suoi residenti percepisce la Nato come una struttura ostile. Putin affermò che l’adesione avrebbe creato seri problemi alla Russia, avrebbe rappresentato una minaccia attraverso il dispiegamento di basi militari e nuovi sistemi d’arma vicino ai suoi confini e avrebbe generato incertezza e pericolo. Aggiunse che Mosca avrebbe fatto affidamento sulle forze anti-Nato in Ucraina per impedire l’espansione dell’Alleanza e avrebbe continuato a creare ostacoli a tale espansione.