La delusione sul volto del quarterback Dak Prescott racconta un’altra stagione senza gloria. L’America’s Team ha perso un’altra volta il treno dei sogni, i play off, tragitto stretto e impervio che può portare al Super Bowl, la terra promessa di ogni squadra che indossi casco e paraspalle. Jerry Jones, estroso e appassionato proprietario invecchia, e con lui, anche la data dell’ultimo Vince Lombardi Trophy alzato al cielo, correva il gennaio 1996. Una lunga crisi di risultati che fa a pugni con il florido stato economico. Magia di un brand: è il più ricco del mondo, e non da ora, come certificato da Forbes.
Da nove anni – dice Forbes - i texani sono la realtà sportiva con la valutazione economica migliore di tutte le altre. Dallas vale oltre oltre 13 miliardi di dollari. Amatissimi e odiatissimi, i Cowboys sono ormai un marchio popolare ovunque, in barba ai risultati agonistici invero modesti rispetto a tradizione, palmares e, appunto, economia.
Ma il brand resiste alla sorte avversa sul campo e diventa sempre più ricco. C’è da chiedersi cosa accadrà quando Dallas ritornerà a vincere e magari infilerà un nuovo filotto di successi come quelli ne hanno segnato in positivo la storia nella prima metà degli anni Novanta.







