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Ultimo aggiornamento: 7:17

di Rosamaria Fumarola

Qualche sera fa, mentre andavo a fare la spesa, mi ha molto colpito una ragazza che nei pressi della stazione preparava un giaciglio con lenzuola e coperte all’aperto, per strada. È quella una zona nella quale non è difficile imbattersi in persone che cercano un ricovero di fortuna, senzatetto il più delle volte maschi, intenti a cercare il sonno sopra i cartoni, con indosso vecchi cappotti e coperte, spesso aiutati dall’alcool a trovare il coraggio di rimanere lì così, alla mercé di tutti, né in stato di veglia ma nemmeno dormienti.

L’incontro invece con la ragazza che preparava il giaciglio con lenzuola e coperte ad una manciata di giorni dal Natale è stato qualcosa di diverso. In primo luogo non si è trattato dell’incontro con un uomo, ma con una giovane donna, con i capelli di media lunghezza, che indossava una giacca e non appariva come una persona avvezza a dormire per strada. Non sono riuscita a guardarla in volto, ma le lenzuola erano di un arancione chiaro e apparivano pulite. Inoltre, mentre tutti i senzatetto tendono a rintanarsi, a creare cioè una nicchia che li protegga, questa giovane aveva sistemato le lenzuola stendendole a terra per tutta la loro lunghezza e lo faceva con cura, presente a se stessa, come se si trovasse nella sua stanza.