La seconda fase perturbata di questa settimana natalizia al Nord-Ovest è in pieno svolgimento sotto correnti orientali fredde e umide che scorrono lungo la Valpadana, e che stavolta portano precipitazioni copiose non solo sul Cuneese (come avvenuto tra lunedì 22 e martedì 23 dicembre), ma anche sul resto del Piemonte e sulla bassa Valle d'Aosta. Proprio l'ingresso della bora dal Carso ieri pomeriggio ha abbassato le temperature, così nella notte di Natale appena trascorsa la neve è scesa fino a quote collinari imbiancando la sommità del colle di Superga, oltre alle zone pedemontane tra Cuneo, Mondovì e Ceva, come peraltro era già accaduto martedì 16 e martedì 23. La precipitazione proseguirà per tutto oggi, esaurendosi solo tra la prossima notte e il mattino di domani, giorno di Santo Stefano, ed è probabile che a fine evento su gran parte delle Alpi dal Biellese al Cuneese oltre i 1000 m si rilevino depositi di neve fresca tra 40 e 80 cm, che nelle valli intorno a Cuneo porterebbero l'altezza totale della neve al suolo diffusamente oltre il metro e mezzo a 1500 m. Meno interessate l'alta Val Susa, la Valle d'Aosta interna e l'Ossola, zone più al riparo dalle correnti umide da Est, con apporti nevosi per lo più inferiori a 15-20 cm. Nelle valli alpine del Piemonte occidentale è da attendersi un ulteriore aumento del pericolo di valanghe fino al livello 4 sulla scala europea di 5 (dunque “forte”), talora black-out elettrici e problemi alla circolazione stradale anche a causa della caduta di alberi. Frammenti di inverno che di quando in quando arrivano (vieppù timidamente in un mondo sempre più caldo) mentre l'Europa atlantica ha vissuto una Vigilia di Natale particolarmente mite: ieri c'erano 10 °C in Islanda e 6 °C a Capo Nord!