Dopo 42 anni emerge un nuovo elemento sulla vicenda di Mirella Gregori, la 15enne di via Nomentana scomparsa da Roma il 7 maggio del 1983.
L’uomo del bar
Quel sabato pomeriggio in cui scomparve, Mirella si chiuse per sempre la porta di casa alle sue spalle davanti a sua madre, Maria Vittoria Arzenton. Le disse che sarebbe rientrata dopo dieci minuti ma lei non la rivide mai più. I Gregori vivevano all’inizio di via Nomentana e un amico cercò la ragazza al citofono intorno alle 15, le diede appuntamento alla statua del bersagliere di Porta Pia. Era un tale Alessandro, disse Mirella a sua madre prima di andare via a cadere in quella che, molto probabilmente, fu una trappola. Chi ha citofonato quel giorno ancora è un mistero. Dopo la scomparsa, la madre di Mirella diede agli investigatori l’identikit di un uomo visto gravitare intorno al bar di famiglia, in via Volturno, il 6 maggio, durante la festa per la ristrutturazione del locale. Non era solo ma in compagnia di un altro giovane uomo. I due iniziarono a scattare delle foto a Mirella e sua madre, infastidita, li mandò via ma questa è storia nota.
Le novità
In queste ore, é dell’Ansa la notizia di una “forte somiglianza” tra un uomo arrestato in passato per sfruttamento della prostituzione minorile e l’identikit fornito dalla madre di Mirella Gregori. Questo è quanto si afferma in una memoria che l’avvocato Valter Biscotti e la dottoressa Jessica Leone hanno messo a disposizione della Commissione bicamerale d’inchiesta Orlandi-Gregori che indaga sul caso delle due quindicenni, fornendo anche atti relativi ad indagini della questura capitolina. L’identikit dato dalla madre di Mirella avrebbe per Biscotti “forti somiglianze con un pregiudicato di origini siciliane che fu arrestato nel 1984 per sfruttamento della prostituzione giovanile”. Questo è quanto si sostiene nella memoria di Biscotti e Leone che sono stati ascoltati in Commissione lo scorso 6 novembre in relazione ad uno studio realizzato sui minori scomparsi a Roma tra il 1982 e il 1983. “Sei sono i casi di scomparsa ad una distanza di massimo 2,5 km circa dal luogo dove è stata vista per l’ultima volta Emanuela Orlandi, ovvero Corso Rinascimento – spiega Biscotti -. Quindici sono i casi, compresi i sei precedenti, ad una distanza di massimo 5 km in linea d’aria da Città del Vaticano, riferimento geografico preso in considerazione”. Vien dunque da riflettere sul possibile rapimento di Mirella da parte di un gruppo criminale che operava in un’area ben circoscritta della Capitale e con uno scopo preciso per cui in passato si è parlato anche della cosiddetta “tratta delle bianche”, a danno di decine di ragazzine scomparse.






