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Ultimo aggiornamento: 9:01

Ventidue persone con grave disabilità non autosufficienti ospiti dell’Istituto Calamatta di Civitavecchia dal primo dicembre sono senza l’assistenza idonea e necessaria per la loro condizione: prima era garantita da un rapporto paziente – operatore sociosanitario di 1 a1 che a inizio mese è salito inizio mese a 1 a 5.

“I nostri cari stanno vivendo una situazione gravissima e inconcepibile dovuta ai tagli delle ore di assistenza presso una struttura residenziale pubblica che fornisce prestazioni assistenziali per pazienti con gravi disabilità motorie, psichiche e/o sensoriali, sotto la responsabilità della Dirigenza Generale della Asl Roma 4”, denunciano a ilfattoquotidiano.it i parenti degli utenti colpiti dal taglio. “Ci sono ragazzi autistici e con deficit cognitivi gravi, che presentano una significativa complessità comportamentale, che è impensabile non abbiano un operatore dedicato. Ci sono – aggiunge Silvia Leuzzi, uno dei genitori degli ospiti dell’Istituto che si trova in provincia di Roma – diverse persone non autosufficienti con patologie multiple ormai anziane. Una riduzione del personale OSS a questo livello comporta un grave, anzi gravissimo, rischio per la salute, la cura e l’igiene delle persone disabili”. I familiari chiedono all’ente sanitario locale di “intervenire il prima possibile per risolvere il problema” che sta colpendo uomini e donne in situazioni di estrema fragilità che “in questo gioco al massacro di tagli ai servizi pubblici essenziali sono quelli che pagano il conto più salato”.