C’è un momento, mentre la osservi muoversi nello spazio, in cui ti rendi conto che la vista non è l’unico modo per conoscere il mondo. Una piccola figura avanza sicura, si ferma, ascolta, poi riparte. Quando trova ciò che cercava, emette un suono breve, vibrante, inconfondibile: è felicità pura, trasformata in voce.
Una gatta che gioca senza vedere
Lettuce è una gatta cieca, ma questo non le ha mai impedito di fare ciò che molti associano ai gatti più giovani e curiosi: giocare, esplorare, interagire. Il suo passatempo preferito è un gioco che richiede movimento e coordinazione, come rincorrere e riportare un piccolo giocattolo. Non potendo contare sulla vista, Lettuce si affida ad altri sensi. Si ferma, inclina la testa, ascolta. Poi si muove con decisione lungo il corridoio, trova il giocattolo e lo riporta, come se avesse sempre saputo dove fosse.
Quei suoni che raccontano la gioia
Durante il gioco, Lettuce emette piccoli vocalizzi acuti e ripetuti. Non sono miagolii di richiesta o di disagio, ma suoni brevi e ritmati che accompagnano l’azione. In etologia felina, questi versi sono spesso associati a uno stato di eccitazione positiva: concentrazione, aspettativa, soddisfazione. È il modo in cui alcuni gatti “parlano” quando sono coinvolti in un’attività che li appaga profondamente. Nel caso dei gatti ciechi, la vocalizzazione diventa anche uno strumento per orientarsi e comunicare con chi è vicino.






