Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

23 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 22:18

L’invio di militari della Guardia Nazionale è possibile solo in circostanze “eccezionali” e, allo stato attuale, il governo non ha indicato una base giuridica che consenta all’esercito di far rispettare le leggi nello Stato dell’Illinois. Con questa motivazione i giudici della Corte Suprema americana hanno inflitto una dura battuta d’arresto al presidente Donald Trump, stabilendo che – almeno per il momento – non potrà procedere con il dispiegamento della Guardia Nazionale nell’area di Chicago.

La decisione ha visto i sei giudici conservatori della Corte Suprema divisi, con tre a favore e tre contrari al dispiegamento delle truppe. I tre giudici liberali si sono, invece, schierati con i contrari. Il provvedimento, sebbene preliminare e provvisorio, rischia di avere un effetto a cascata, mettendo in discussione la strategia di Trump di impiegare truppe federali in diverse altre città, tra cui Los Angeles, Portland, Washington, San Francisco e Baltimora, nonostante l’opposizione delle autorità locali e statali. E probabilmente rafforzerà nei tribunali le argomentazioni di chi è contrario. Il caso di Chicago rappresenta il primo intervento della Corte Suprema sui tentativi dell’amministrazione Trump di schierare la Guardia Nazionale nelle aree urbane. In precedenza, giudici federali avevano già bloccato iniziative analoghe a Chicago e Portland, mentre altri contenziosi restano aperti.