Fabrizio Corona rincara la dose su Alfonso Signorini, tira in ballo presunte responsabilità di Mediaset e annuncia il deposito della querela contro il direttore di Chi da parte del modello Antonio Medugno. Nella 20esima puntata di Falsissimo, in onda su Youtube dalle 21 del 22 dicembre, l’ex paparazzo è tornato all’attacco di Signorini. Dopo che nella puntata 19 – “Il prezzo del successo” – aveva scoperchiato per la prima volta il “Sistema Signorini” pubblicando una serie di chat del conduttore milanese di natura esplicitamente sessuale con ragazzi desiderosi di partecipare al GF. Signorini, secondo Corona, avrebbe sfruttato la sua influenza per provare a ottenere prestazioni intime da questi uomini. Nelle ore successive alla puntata 19, i legali di Signorini hanno querelato Corona per “revenge porn”, ma la risposta dell’ex marito di Belen non si è fatta attendere.
Seduto sul suo trespolo, animato dal sacro fuoco dello showman, Corona è ripartito col raccontare la perquisizione subita in casa alle sei del mattino da parte di 13 poliziotti. “Il potere ha chiamato e la magistratura è intervenuta”, ha canzonato così la dinamica insolita il 51enne conduttore di Falsissimo. “Sono rimasto dodici ore in questura – ha aggiunto infuriato – ma questo mon**loide, questo stupido, se avesse avuto un avvocato intelligente non mi avrebbe denunciato, non avrebbe chiesto di acquisire le chat perché lì c’è la prova del suo reato”. Come una sfida petto contro petto, come spesso capita in quell’incredibile spettacolo che è Falsissimo, Corona ha così sfidato Signorini e la Procura: “Rinviatemi a giudizio, dai, così vinco il processo. Ora il procuratore è costretto ad indagare Signorini per l’obbligatorietà dell’azione penale”. Il conduttore sempre più Howard Beale di Quinto potere (“abbiamo fatto 4 milioni di visualizzazioni in sette giorni, del 60% che non vota il 90% segue questo programma, potrei diventare segretario del PD e come Renzi portarlo a destra”) ha poi puntato il dito contro Mediaset che a suo dire non ha fatto e non sta facendo abbastanza contro il presunto “sistema Signorini”.










