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Venerdì scorso negli Stati Uniti una sentenza d’appello ha permesso all’amministrazione di Donald Trump di continuare a trattenere alcuni fondi federali destinati a Planned Parenthood (PP), la principale organizzazione che si occupa di aborti e salute riproduttiva del paese. Il tribunale ha confermato una misura contenuta nella riforma economica nota come One Big Beautiful Bill, approvata lo scorso luglio, che interrompe per un anno l’erogazione di tutti i rimborsi federali del programma sanitario statale Medicaid alle organizzazioni senza scopo di lucro che fanno aborti e che nell’anno fiscale del 2023 avevano ricevuto più di 800mila dollari di rimborsi.

La misura è stata subito considerata come un attacco diretto a Planned Parenthood e alle altre (pochissime) organizzazioni simili che praticano aborti negli Stati Uniti e che ottengono dei rimborsi così ingenti. L’obiettivo neanche troppo celato dell’amministrazione Trump – di cui fanno parte molti politici con idee estremamente conservatrici sull’aborto – è quello di mettere in grosse difficoltà finanziarie queste organizzazioni fino a farle chiudere, o convincerle a smettere di fare interruzioni di gravidanza.

Nonostante i ricorsi e gli interventi di alcuni governatori Democratici, è una strategia che sta funzionando: almeno 20 delle 600 cliniche affiliate a Planned Parenthood hanno chiuso negli ultimi quattro mesi, mentre altre hanno smesso di praticare aborti pur di continuare a ricevere i fondi federali.