L’accelerazione del Pnrr italiano comincia a emergere in modo chiaro nei numeri ufficiali. L’aggiornamento dei dati è stato presentato oggi al Governo nella cabina di regia, dov’è arrivata una relazione semestrale ricca di cifre significative. Queste le principali: il numero di progetti conclusi triplica, passando dai 127mila di gennaio ai 383.933 registrati a fine novembre, che rappresentano il 69,7% delle 550.917 iniziative per le quali risulta un impegno di spesa. Altri 152.580 interventi sono in corso di esecuzione, e la spesa effettiva restituita dal ReGis, il cervellone della Ragioneria generale dello Stato che viaggia sempre con un certo ritardo rispetto alle condizioni reali per le difficoltà di rendicontazione da parte dei soggetti attuatori, ha finalmente sfondato il tetto dei 100 miliardi arrivando a 101,3 miliardi di euro.

L’impennata della spesa

I conti sulla spesa effettiva, che non è il cuore delle verifiche del Piano basate sul raggiungimento di milestones e target ma rappresenta l’indicatore più importante per misurare l’impatto reale sull’economia e quindi sulla crescita del Pil, devono tenere in considerazione il fatto che l’ultima revisione straordinaria ha spostato i filoni più in affanno sulle facilities, i veicoli finanziari che offrono fino a tre anni di tempo in più per completare misure e relativi pagamenti. In questi casi, che ora valgono nel complesso 23,6 miliardi di euro, entro la scadenza ordinaria del 30 agosto 2026 occorre “solo” assumere l’impegno giuridicamente vincolante. Gli investimenti da completare entro il prossimo anno cumulano quindi ora 170,8 miliardi (cioè i 194,4 miliardi del Piano con l’esclusione dei 23,6 miliardi a cui sono stati concessi i tempi supplementari): il dato di fine novembre, quindi, indica un avanzamento finanziario, dato dal rapporto fra la spesa pagata e gli stanziamenti, del 59,3% (e al 72,1% dei fondi già ricevuti). Il dato, pure se in netto miglioramento rispetto alle scorse rilevazioni, rimane non altissimo; e indica l’esigenza di una spinta ulteriore, soprattutto nella rendicontazione senza la quale il consuntivo finale del Pnrr rischia di rivelarsi comunque problematico.