Città del Vaticano, 22 dic. (askanews) – La Chiesa resti missionaria e portatrice di pace e di uno stile di concordia oggi più che mai necessario “in un mondo ferito da discordie, violenze e conflitti, in cui assistiamo anche a una crescita di aggressività e di rabbia, non di rado strumentalizzate dal mondo digitale come dalla politica”. L’indicazione è giunta stamane da Papa Leone XIV nel suo discorso alla Curia romana incontrata in Vaticano per gli auguri di Natale.
Proprio il “Natale del Signore – ha quindi aggiunto il Pontefice – reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico in un contesto umano e culturale troppo frammentato. Il lavoro della Curia e quello della Chiesa in generale va pensato anche in questo orizzonte ampio”, è stata, quindi, l’inidicazione data da Papa Prevost che poi ha aggiunto, ruivolgendosi ai responsabili e al personale della Cutria romana: “non siamo piccoli giardinieri intenti a curare il proprio orto, ma siamo discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale, tra popoli diversi, religioni diverse, tra le donne e gli uomini di ogni lingua e cultura. E questo – ha concluso – avviene se noi per primi viviamo come fratelli e facciamo brillare nel mondo la luce della comunione”.






