Una novità sul caso Garlasco. A riferirla è il Tg1 nell'edizione andata in onda domenica 21 dicembre alle 20. Nell’inchiesta, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, ci sarebbe una nuova impronta: quella di una scarpa insanguinata in cima alle scale dove fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi e sarebbe compatibile con la 'traccia 33' lasciata sul muro dall’assassino. La traccia 33 è la stessa che la Procura di Pavia attribuisce al palmo destro di Andrea Sempio. Quest'ultima è stata trovata sulla seconda parete a destra, quella che accompagna la fine delle scale verso la tavernetta di via Pascoli a Garlasco dove il 13 agosto 2007 fu trovato il corpo senza vita della 26enne.
Accusa sempre respinta dalla difesa di Sempio, secondo cui l'impronta 33 "non presenta un numero sufficiente di corrispondenze valide per consentire l'attribuzione certa all'indagato". E mostra "al massimo soltanto 5 punti caratteristici, reali e obiettivamente riscontrabili, che la rendono non utile per i confronti". Insomma, per gli esperti della difesa "è interamente mancata" la correttezza dei "metodi di rilevazione e accertamento scientifico". E per questo hanno violato "i protocolli previsti dal metodo di prova validato". Non risulta, poi, che "i laboratori di dattiloscopia del Ris, né tantomeno il dott. Caprioli abbiano ricevuto alcuna validazione-accreditamento del percorso analitico utilizzato".









