Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

20 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:02

“Quando avremo chiuso la parentesi del referendum, che mi auguro sia confermativa, metteremo subito mano al processo penale”. Parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel suo videointervento alla giornata conclusiva del nono congresso di Nessuno tocchi Caino, in corso al teatro Puntozero del carcere Beccaria di Milano. Un intervento che conferma quelle che sono da tempo le intenzioni del Guardasigilli e di cui il FattoQuotidiano ha scritto da mesi (leggi l’articolo di Paolo Frosina). La visione dell’ex procuratore è di plasmare il processo penale rendendolo “garantista” dove “la presunzione di innocenza, la certezza di una pena umana e la rieducazione del condannato” siano principi cardine. Ma che in realtà riduce ai minimi termini il rischio per diversi categorie di criminali di finire in carcere: che sia la corruzione, la bancarotta, la truffa aggravata e finanche il traffico di droga.

Nordio ha ribadito più volte di non voler anticipare dettagli sull’esecuzione delle pene, “non tanto per scaramanzia ma perché sarebbe improprio”, assicurando tuttavia che “stiamo lavorando per un nuovo codice di procedura penale che enfatizzi i momenti del garantismo”. Che, analizzando le intenzioni, sembrano sfociare nell’impunità.