Si deve "ascoltare e portare in preghiera il grido della terra e il grido dei poveri.

'Tutta insieme' la creazione è un grido. Ma molti potenti non ascoltano questo grido: la ricchezza della terra è nelle mani di pochi, pochissimi, sempre più concentrata, ingiustamente, nelle mani di chi spesso non vuole ascoltare il gemito della terra e dei poveri" ma "Dio ha destinato a tutti i beni del creato, perché tutti ne partecipino". Lo dice papa Leone nell'ultima udienza giubilare del sabato.

"Il nostro compito è generare, non derubare - sottolinea -.

Eppure, nella fede il dolore della Terra e dei poveri è quello di un parto. Dio genera sempre, noi possiamo generare con Lui, nella speranza. La storia è nelle mani di Dio e di chi spera in Lui. Non c'è solo chi ruba, c'è soprattutto chi genera".

"Quella di oggi è l'ultima delle udienze giubilari del sabato, avviate lo scorso gennaio da papa Francesco. Il Giubileo volge al termine, non finisce però la speranza che questo Anno ci ha donato: rimarremo pellegrini di speranza!", "senza speranza, siamo morti; con la speranza, veniamo alla luce". Lo dice Papa Leone nell'ultima udienza giubilare in piazza San Pietro. "La speranza è generativa" sottolinea il Pontefice "non uccide ma fa nascere e rinascere. Questa è vera forza. Quella che minaccia e uccide non è forza: è prepotenza, è paura aggressiva, è male che non genera niente. La forza di Dio fa nascere. Per questo vorrei dirvi infine: sperare è generare".