Il quadro sugli importi delle pensioni in pagamento dal gennaio 2026 è ormai definito. Nonostante la legge di Bilancio sia ancora nel suo iter conclusivo e il confronto politico resti acceso, sul fronte previdenziale non ci sono più incertezze: la rivalutazione delle pensioni è stata ufficializzata. E in queste ore sono in arrivo i cedolini, come di consueto intorno al 20 del mese che precede gli accrediti: sono i primi importi ufficiali del 2026.

L’adeguamento degli assegni Inps scatterà dal 1° gennaio 2026 con un tasso di perequazione pari all’1,4%. Si tratta di una percentuale leggermente più bassa rispetto alle prime stime governative, ma sufficiente per determinare con precisione i nuovi importi mensili che i pensionati riceveranno nel corso del prossimo anno.

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Grazie a questo dato definitivo e alla conferma del meccanismo ordinario a tre fasce, è già possibile stimare gli aumenti per tutte le tipologie di trattamento, comprese pensione minima, assegno sociale e prestazioni di invalidità civile.

La rivalutazione, detta anche perequazione automatica, serve ad aggiornare gli importi delle pensioni in base all’inflazione, così da difendere il potere d’acquisto dei pensionati. Il sistema, disciplinato dalla legge n. 448 del 1998, non applica un aumento uniforme, ma utilizza un criterio progressivo basato sull’importo dell’assegno.