TREVISO Ancora poche ore di attesa e poi si scenderà in campo per il derby del Terraglio tra Treviso e Mestre in programma domani allo stadio Tenni alle 14.30. Derby che sarà blindatissimo a causa delle misure restrittive prese dalla Questura di Treviso in accordo con il sindaco Mario Conte. Nel dettaglio le principali restrizioni riguardano il divieto di somministrare e di vendere bevande per asporto di qualsiasi gradazione per gli esercenti operanti nel raggio di 500 metri dall’entrata dello stadio Tenni, il divieto di vendita di bevande contenute in contenitore di vetro e lattine e l’obbligo di preventiva aperture di bottiglie in plastica, trattenendone il tappo.

Tornando al calcio giocato, la partitissima chiuderà anche il girone di andata con i biancocelesti già campioni d’inverno con 10 punti di vantaggio sul Cjarlins Muzane e 12 proprio sugli arancioneri che cercheranno il colpaccio per provare a riaprire un campionato sin qui dominato dal Treviso. A parlare del derby con il Mestre è il capitano Robert Gucher, alla sua prima esperienza in una gara ad alta tensione come questa. «I compagni di squadra mi hanno spiegato l’importanza di questo derby, soprattutto per i tifosi e per la città. Per noi sinceramente cambia poco o niente visto che in palio ci sono sempre tre punti, o meglio cambia che finalmente vedremo uno stadio pieno. È la partita perfetta per chiudere l’anno. La cosa fondamentale è che non dobbiamo farci condizionare, altrimenti si rischia l’effetto contrario volendo strafare. Abbiamo detto ai compagni più giovani che conta quello che abbiamo preparato in settimana». Vincere vorrebbe dire mandare il Mestre a -15, tagliandolo di fatto fuori dalla corsa promozione. Circostanza che può essere un ulteriore stimolo per la squadra. «Noi dobbiamo guardare esclusivamente al percorso in casa nostra sapendo che se facciamo il nostro dovere nessuno ci può più riprendere continua Gucher - Passi falsi e momenti di difficoltà ci saranno ma dovremo essere bravi a superarli. Stiamo facendo qualcosa di straordinario visti i 10 punti di vantaggio sulla seconda, divario che rischia di passare come una cosa normale. Che tipo di partita mi attendo? Da parte nostra la affronteremo come qualsiasi altra partita anche se un derby di solito fa un po’ storia a sé. Se loro verranno ad aggredirci forte ci adegueremo e se invece faranno una partita di attesa allora dovremo essere bravi noi a cambiare piano di gioco. In questo girone di andata abbiamo affrontato entrambi le tipologie di squadra». La decisione di limitare a 100 tifosi i biglietti venduti alla tifoseria ospite come la giudica da uomo di sport? «Per me è sempre un peccato quando si prendono queste decisioni perché è il tifoso che fa lo spettacolo e paga il biglietto. Se metti tanti divieti rischi poi di togliere la passione e cambiare in negativo il calcio. Si corre il rischio che i tifosi si annoino e se non vengono più allo stadio poi calano gli incassi e diventa un problema per le società. Credo che una soluzione si potesse trovare perché così si penalizza la quasi totalità dei tifosi a discapito dei soliti pochi imbecilli che creano disordini».