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19 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 20:53

C’è un nuovo capitolo nell’inchiesta sui cosiddetti “safari della morte”. Il giornalista investigativo croato Domagoj Margetic definisce ‘sospette” le morti di tre testimoni diretti del caso dei turisti cecchini che sarebbero partiti dall’Italia, dopo aver pagato somme “ingenti” ai militari serbi, per partecipare all’assedio di Sarajevo e sparare “per divertimento” contro i cittadini della capitale bosniaca. I tre, secondo quanto scrive in una dichiarazione sui social media, Margetic, che un mese fa ha chiamato in causa il presidente serbo, Aleksandar Vucic, nella vicenda, sarebbero morti in un breve lasso di tempo.

Margetic fa i nomi di Slavko Aleksic, Branislav Gavrilovic Brnet e Vasili Vidovic Vasket. Queste tre persone avrebbero avuto informazioni sui cecchini o comunque sul meccanismo che gli permetteva di usare uomini, donne e addirittura bambini come bersaglio e di falciarli dalle postazioni in cima ai palazzi su cui installavano le loro armi i killer. Margetic il mese scorso ha depositato alla Procura di Milano – che indaga sull’intera vicenda in seguito a un esposto del giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni – una denuncia a carico di Vucic, che chiama in causa per una sua asserita presenza al ‘Sarajevo Safari’. “Da quando è iniziata in Italia l’inchiesta sul ‘Sarajevo Safari’, è stata avviata una operazione di pulizia per rimuovere i testimoni scomodi”, ha asserito Margetic nella sua dichiarazione. Coloro che conoscevano le tre vittime, secondo lui, sostengono che fossero persone sane e in buona salute. Vucic ha a più riprese smentito seccamente le accuse di coinvolgimento nella presunta vicenda del ‘Sarajevo Safari’, e ha annunciato querele contro i media internazionali che lo hanno coinvolto.