In attesa del verdetto del giudice sportivo, previsto per domani dopo la seconda semifinale di Supercoppa italiana tra Bologna e Inter in programma questa sera, è già arrivata la condanna del presidente federale Gabriele Gravina agli insulti di Massimiliano Allegri nei confronti di Gabriele Oriali, a fianco di Antonio Conte sulla panchina del Napoli nella vittoria di ieri dei Campioni d'Italia a Riad. Parole stigmatizzate da un duro comunicato ufficiale del Napoli nei confronti dell'allenatore rossonero, non nuovo a episodi simili, come dimostra la finale di Coppa Italia del 2024, la sua ultima partita alla guida della Juventus, senza dimenticare un dopo-partita fuori controllo negli spogliatoi di San Siro contro Marotta, Ausilio e Baccin al termine della semifinale di Coppa Italia della stagione precedente.
Neres e Hojlund regalano la finale al Napoli: 2-0 al Milan
«Qui è un fatto culturale - dice Gravina -, dobbiamo riacquistare il senso dell’educazione. Ultimamente si è convinti che più si urla e più si condiziona la scelta o la decisione dell’arbitro o degli addetti ai lavori, ma invece è solo una sconfitta per l’immagine del calcio italiano». Il numero uno della Figc allarga il discorso parlando anche del caso Folorunsho-Hermoso: «Basta con queste modalità di aggressioni continue, vale per tutti, per Folorunsho, per i presidenti, per i dirigenti, i calciatori e i tifosi. Parliamo di fair play ed etica, facciamo le campagne e ce lo stampiamo sul petto e poi andiamo in campo e ci sputiamo addosso».












