Rilevatori di radiofrequenze tascabili, vpn, controllo modello Mission: Impossible per telecamere nascoste e raggi infrarossi. È diventato virale nelle scorse ore un articolo di Wired dove vengono elencati alcuni accorgimenti per proteggere la propria privacy quando si è in hotel, in un bed and breakfast o in un Airbnb. Nel pezzo viene ricordato che un tempo si temevano effrazioni e furti di oggetti (non che il timore sia tramontato ndr), mentre oggi le minacce arrivano dal fronte informatico e dalla sorveglianza illegale e nascosta.

Nelle reti wi-fi pubbliche, per evitare intromissioni non gradite per intercettare il traffico dell’utente sdraiato nel suo letto di hotel intento a diteggiare password e dati finanziari sensibili, viene consigliato di ricorrere ad una virtual private network (vpn), “una soluzione software che consente di crittografare il proprio traffico internet di qualsiasi dispositivo, rendendolo illeggibile agli hacker e ai criminali informatici che tentano di intercettarlo”. Se non si vuole investire in vpn allora meglio stare attenti rispetto alle cosiddette reti “evil twin”, delle reti wi-fi identiche, ma tra le quali una sola è quella corretta. Scrivono su Wired: “Costanti anomalie di connessione e la ripetuta richiesta di autenticazione potrebbero essere segnali sospetti”.