BOLOGNA – Il nuovo Passante sarà «meno invasivo», «meno pesante», «meno costoso e meno lungo nel tempo: stiamo ragionando di come impattare il meno possibile». Lo assicura il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ieri ha presenziato all’abbattimento dell’ultimo diaframma di galleria dello stralcio nord del nodo ferro-stradale di Casalecchio. «Con la Regione siamo in costante contatto — spiega — ho messaggiato il governatore anche stamattina». Certo, «c’è il nodo del Piano economico finanziario di Autostrade (il Pef, ndr)».
Nel frattempo, spiega l’assessora regionale alla mobilità Irene Priolo, viale Aldo Moro sta lavorando per definire insieme al ministero e ad autostrade delle famose opere accessorie. Che sono un tasto molto delicato, anche politicamente, per il Comune di Bologna, dal momento che il patto elettorale tra Pd e Coalizione Civica si basava proprio su una serie di opere accessorie green che adesso rischiano di saltare. «Stiamo costruendo il nuovo protocollo e contiamo di firmarlo tra gennaio e febbraio — spiega Priolo — contiene la rivisitazione del Passante, rispetto a come lo conoscevamo prima. E abbiamo già definito una serie di opere di adduzione che rientreranno in questo quadro, come i ponti sul Reno, che per noi sono molto importanti, così come la Complanare Nord e molto probabilmente una quinta corsia dell’autostrada, in virtù della Complanare stessa. E il nodo di Funo. I contenuti dei lavori sono sul tavolo del protocollo — conclude Priolo — è ovvio che la quantificazione del Pef li definirà dal punto di vista operativo».







