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19 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:17
L’annuncio è arrivato nella notte. “Ci siamo riuniti con un obiettivo chiaro: affrontare le urgenti esigenze finanziarie dell’Ucraina per i prossimi due anni. E sono molto lieta di dire: ce l’abbiamo fatta“, ha esclamato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles. “Come sapete ha aggiunto -, la Commissione aveva proposto due soluzioni. Entrambe giuridicamente valide. Entrambe tecnicamente fattibili. Da un lato, abbiamo proposto l’indebitamento dell’Ue sul mercato. Dall’altro, abbiamo sviluppato il prestito per le riparazioni”. Al termine di oltre quattro ore di discussione durante le quali hanno parlato tutti i leader, si è scelta la via meno rischiosa: è stata, cioè, accantonata l’ipotesi dell’uso immediato dei beni russi (che rimarranno congelati, ma non saranno svincolati) e il Consiglio europeo ha intrapreso la strada del semplice e tradizionale prestito, 90 miliardi di euro, per i prossimi due anni, a tasso zero e garantiti dal Bilancio europeo. E quindi finanziato con debito comune.
Dalla misura saranno escluse l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia (“una decisione estremamente sbagliata che avvicina l’Europa alla guerra”, il giudizio del premier ungherese Orban). Per von der Leyen e per il cancelliere tedesco Merz si tratta di una sonora sconfitta politica: i due hanno insistito fino all’ultimo per utilizzare gli asset russi congelati e non emettere nuovi eurobond. E poco conta che, nel contempo, la Commissione continuerà il lavoro tecnico sul prestito di riparazione, basato sui beni russi, per il quale occorre più tempo. Il prestito Ue è chiaramente l’opzione più facile, che può essere attivata subito, in modo da soddisfare il requisito del Fondo monetario internazionale per la valutazione di sostenibilità dell’Ucraina e da erogare il denaro in tempo per il secondo trimestre del 2026. “Kiev rimborserà questo prestito solo una volta che la Russia avrà pagato i risarcimenti – ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa -. Abbiamo concordato di prorogare le nostre sanzioni contro la Russia. Il nostro obiettivo non è quello di prolungare la guerra. Infatti, le decisioni odierne sono un contributo fondamentale per raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina”.












