Mettevano a disposizione la loro abitazione di Melito di Napoli, dove il clan Amato-Pagano poteva riunirsi ritenendosi al riparo dalle forze dell'ordine: figura anche una coppia di insospettabili coniugi, a cui viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa, tra i destinatari delle undici misure cautelari notificate dalla DIA di Napoli (diretta dal capo centro Antonio Galante) al termine di indagini coordinate dalla Dda (procuratore aggiunto Sergio Amato).

Tra i reati contestati, oltre all'associazione mafiosa, figura anche l'intestazione fittizia di beni e il riciclaggio, sempre aggravati.

La Dia - che ha notificato 10 degli 11 provvedimenti emessi dal gip - ha anche scoperto che il clan scissionista degli Amato-Pagano minacciava coloro che riuscivano ad acquistare abitazioni attraverso alle aste giudiziarie.

Le forze dell'ordine hanno documentato un episodio in cui è stata chiesta una tangente da 3mila euro a fronte di una richiesta iniziale da 10mila euro.

Grazie alle intercettazioni la Dia è riuscita a cristallizzare la richiesta estorsiva: "un regalo alla famiglia si deve fare, fratello", "minimo, minimo di deve dare 10mila euro...