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Ultimo aggiornamento: 13:02

Ho sentito dire molte sciocchezze sulla nota vicenda di Raoul Bova, la più grossa è questa: la gente non ha una vita propria e si fa gli affari degli altri, si nutre di gossip. Invece è esattamente il contrario, proprio perché le persone hanno una vita propria fatta di scadenze, di bollette da pagare, di fine del mese thriller, proprio per tutte queste pressioni quotidiane costanti e trituranti, le persone a un certo punto sentono il bisogno umano, troppo umano di rilassarsi con le amenità esistenziali dei cosiddetti vips, è come una pausa di freschezza cerebrale, il gossip è terapeutico, senza il gossip molti finirebbero con la camicia di forza.

Io, per esempio, non ho problemi di arrivare alla fine del mese perché ho una santa mamma che ogni mese mi elargisce un bonifico, il mio tempo libero lo dedico a studiare Truffaut, Steinbeck, Orson Welles, a rileggere Baudelaire fino alla consunzione lirica, ma non si può vivere solo di profondità abissali, si rischia la vertigine cognitiva, il disallineamento neuronale, il vortice psichico, l’annegamento metafisico, e allora anche io mi abbevero alle limpide sorgenti del gossip per riposare dal precipizio spirituale.