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18 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:14
“La riforma Bernini, lanciata con slogan populisti, ha alimentato l’illusione che laureare più medici fosse la panacea per risolvere i problemi del servizio sanitario nazionale”. A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Nell’ultima analisi pubblicata, l’organizzazione no-profit critica l’intervento della ministra dell’Università. Una riflessione che arriva dopo “il flop annunciato di una riforma superflua” e le polemiche sul semestre filtro.
Secondo Cartabellotta, “il problema italiano non è rappresentato dalla mancanza di medici in termini assoluti” ma “da carenze selettive, perché sempre meno giovani scelgono la medicina generale e alcune specialità cruciali, ma poco attrattive”. Secondo Gimbe, infatti, l’Italia ha 5,4 medici ogni 1.000 abitanti, una dotazione al di sopra della media Ocse e dei Paesi europei: un’analisi che trova riscontro anche nei dati di Eurostat per il 2023. Il problema strutturale dunque, non è quello della carenza di medici. Neanche per il futuro, dato che l’aumento dei posti nei corsi di laurea in medicina e chirurgia, cresciuti del 51% solo negli ultimi tre anni, compensa i pensionamenti attesi. Anzi, “il forte incremento degli accessi rischia di produrre, nel medio-lungo periodo, un numero di laureati superiore alle reali capacità di assorbimento del servizio sanitario”, precisa Cartabellotta.






