La Supercoppa lontana dall’Italia per ragioni di portafoglio non vale soltanto il primo titolo della stagione ma può aiutarci a capire meglio gli equilibri nella corsa allo scudetto che non ha, almeno sino adesso, un vero padrone. Stasera si sfidano Napoli e Milan, terza contro seconda dietro all’Inter regina: chi perde tornerà a casa prima e forse potrà preparare meglio il campionato, ma di sicuro lo farà con il cervello pieno di interrogativi. Conte e Allegri, i più scafati e titolati a Riad, si presentano alla semifinale con il cuore in allarme. Il Napoli ha perso a Udine ben oltre l’1-0 del risultato ed è stato il secondo fragoroso capitombolo consecutivo dopo il tonfo contro Mourinho e il Benfica. Sette sconfitte fuori casa sono il segno che i discepoli di Antonio, senza la spinta dei loro tifosi, perdono i poteri magici. Le ultime due si trasformano in allarme al di là dell’emergenza. Gli azzurri la crisetta sembravano averla superata e invece sia in Portogallo sia in Friuli sono sembrati spenti. La squadra deve ritrovare il furore di Conte in attesa del mercato. Il ritorno di Lobotka è ossigeno per il centrocampo, ma serve uno scatto mentale per ritrovare meccanismi e brillantezza. Una prova di maturità.