La morte di Rob Reiner e di sua moglie Michele Singer meriterebbe il rispetto e il silenzio che in chiunque, istintivamente, una tragedia incomprensibile suscita. Ancor più se di radice familiare. Ma il silenzio e il rispetto sono merce fuori corso e anche l’istinto ad astenersi dal giudizio di fronte a ciò che non capiamo è purtroppo una funzione vitale che abbiamo perduto. Ho letto con grande attenzione l’intervista di Roberto Croci, una delle ultime, in cui Reiner si esprime sulla politica americana. Dice cose sensatissime. “Cerco di oppormi nel miglior modo possibile, con i mezzi a mia disposizione, nella speranza di riuscire a preservare la democrazia perché si tratta di un esperimento che dura da 250 anni e che, a singhiozzo, è riuscito a migliorarsi. Abbiamo superato tante tappe importanti: c’è stato un tempo in cui le donne non potevano votare, ora possono.
Reiner, le dure parole di Trump: "Era uno squilibrato, ossessionato da me, un male per il Paese"
C’è stato un tempo in cui i neri non potevano votare, ora possono. Abbiamo commesso degli errori, anche incredibili, ma siamo andati avanti. È la prima volta che vedo questa cosa così difficile da mantenere, così effimera, essere distrutta in meno di un anno. Le istituzioni reggono solo se le persone concordano sull’importanza dello Stato di diritto e della Costituzione. Se non ci crediamo, allora si può fare quello che si vuole”. Dice che lo preoccupa la “non idoneità mentale del presidente Trump, la pressione stile McCarthy che l’ufficio di presidenza esercita su giornalisti e libera stampa. Per non dire del disprezzo dello Stato, della Costituzione, e dei suoi continui attacchi alle istituzioni democratiche”. Un giudizio tecnico che condivido. Fa una certa impressione che Reiner lo abbia espresso prima di sapere cosa avrebbe scritto Trump il giorno della sua morte: è stato ucciso, ha detto il Presidente, “perché era ossessionato da me, era afflitto da sindrome da delirio di Trump”. Mi odiava, ecco perché è stato ammazzato. Si stenta a crederci. Dunque sì, effettivamente. Non idoneità mentale. Rob aveva ragione.












