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Ultimo aggiornamento: 17:34

Di recente, mentre ero a Napoli per motivi personali, tra una commissione e l’altra ne ho approfittato per prendere parte ad alcune tappe di Architettura Open House, l’evento – giunto alla sua ottava edizione – che in tre giorni permette di scoprire la città partenopea attraverso la visita di luoghi non accessibili al pubblico o non inclusi nei principali tour turistici. Così, dal 3 al 5 dicembre scorso – in un periodo in cui le strade del centro, da via Benedetto Croce a via Toledo, erano “incamminabili” a causa dell’overtourism, ma questa è un’altra storia – me ne sono andato in giro per visitare studi, case di design e cantieri che definiranno la Napoli del futuro.

Non vi parlerò di tutto quello che ho visto, sia perché lo spazio non me lo permette, sia perché alcuni degli appuntamenti erano in abitazioni private – come quella baroccheggiante dell’avvocato Nicola Todisco e quella ipermoderna di una famiglia napoletana, nel lussuoso Parco Manzoni di Posillipo – in cui non è possibile accedere all’infuori di questa tre giorni. Per il resto, ho passeggiato a lungo in una città che da una parte cela luoghi meravigliosi noti solo a pochi, dall’altra diventa ogni anno sempre più turistica, moltiplicando l’offerta di nuovi hotel e B&B come Dimora dei Marchesi, in via Sant’Anna dei Lombardi 36. All’interno di un palazzo nobiliare provato dal tempo – caratteristica comuni a moltissimi palazzi aristocratici della città – l’architetto Marisa Kitzman ha arredato quattro stanze destinate all’accoglienza che uniscono la solennità decorativa di eredità borbonica con elementi architettonici contemporanei e domotica di ultima generazione. Scelte diverse quelle operate dagli architetti Alfredo Ciollaro e Manuela Tirrito dello studio Ars Constructa, che nel Palazzo Moles – in via Vergini, proprio accanto al celebre Palazzo dello Spagnolo – hanno ridato vita a un appartamento, anch’esso destinato a B&B, scegliendo esclusivamente linee pulite e tonalità pastello.