“Non poteva muoversi, non poteva parlare, ma era presente”. È da questa certezza, scoperta dal marito dopo mesi di diagnosi sbagliate, che nasce la storia di Daniela Gazzano, oggi insignita del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La cerimonia si tiene questo pomeriggio in Prefettura a Cuneo. A conferirle l’onorificenza è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Daniela Gazzano ha 59 anni, è originaria di Albenga e vive a Bra, in provincia di Cuneo. Era un’insegnante della scuola dell’infanzia quando, il 27 agosto 2005, poche ore dopo la nascita della sua seconda figlia Camilla, fu colpita da una grave emorragia cerebrale post-partum. Entrò in coma e rimase per sei mesi in quello che venne definito “stato vegetativo”. Una diagnosi che, come raccontano oggi Corriere della Sera, la Repubblica e Ansa, si sarebbe rivelata errata.
A intuire per primo che Daniela fosse cosciente fu il marito, Luigi Ferraro: “Ci siamo accorti che non era in stato vegetativo irreversibile. Per nostra fortuna rientrava in quel 38% di casi in cui la diagnosi è errata“, ha raccontato. Il segnale era minimo: un battito di ciglia, quasi impercettibile. Da lì Luigi inventa un codice, dividendo l’alfabeto in gruppi e associando ogni lettera a un movimento delle palpebre. “Uno, due, tre, quattro”, ripete ancora oggi. È così che Daniela torna a comunicare. La diagnosi corretta è quella di Locked-in syndrome (sindrome del chiavistello): piena coscienza e vigilanza, ma paralisi totale del corpo. In Italia vivono in questa condizione circa seicento persone.






