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Nessun filtro televisivo per evitare che il pubblico a casa senta le proteste contro il Paese ebraico, questa la decisione dell'Austria che organizza la kermesse nel 2026: "Non abbelliremo nulla"

Mancano ancora diversi mesi al prossimo Eurovision, i Paesi non hanno ancora scelto i propri concorrenti, ma nonostante questo le polemiche sono accesissime ormai da settimane. Diversi Paesi hanno annunciato la propria defezione a fronte della decisione dell'Ebu di non escludere Israele e, proprio in queste ore, sono state annunciate nuove misure che portano la kermesse a dissociarsi completamente da quanto accaduto finora, soprattutto nei confronti di Israele. Il Paese rischia di diventare il fulcro dell'intero spettacolo, soprattutto perché sembrano essere cadute le accortezze che, per due anni, sono state garantite a fronte della sua partecipazione. Nello specifico, nel 2026 a organizzare la manifestazione è l'Austria a fronte della vittoria del 2025 e la prima conferma di regolamento consiste nell'introduzione all'interno del palazzetto anche di bandiere che non sono relative ai Paesi in gara.