La tregua entrata in vigore nella Striscia di Gaza il 10 ottobre continua a mostrare tutta la sua fragilità. Nelle ultime ore un attacco aereo israeliano ha colpito la parte occidentale di Gaza City, sul lato controllato da Hamas della linea del cessate il fuoco, provocando almeno un morto secondo quanto riferito dai media palestinesi. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno spiegato di aver avviato la demolizione di infrastrutture riconducibili a Hamas nelle aree della Striscia sotto controllo israeliano, un’operazione che rientrerebbe negli impegni assunti nel quadro della tregua, che prevede la distruzione di tunnel e siti operativi del gruppo islamista.
Sul piano umanitario, il quadro resta drammatico. Le Nazioni Unite segnalano che, nonostante la sospensione delle ostilità su larga scala, i livelli di malnutrizione infantile nella Striscia restano elevati. L’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, ha chiesto che le sia consentito di riprendere il lavoro di soccorso “a piena capacità” per assistere i bambini “che affrontano enormi difficoltà”, tra guerra, sfollamento e carenze alimentari. Israele continua infatti a limitare severamente l’ingresso degli aiuti umanitari, una situazione che ha portato lo scorso agosto la Classificazione integrata della sicurezza alimentare (Ipc), sostenuta dall’Onu, a confermare la presenza di una carestia in alcune aree dell’enclave.







