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Il dirigente scolastico, dopo quanto emerso sui webinar, ha deciso di bloccare l'incontro: nel frattempo sono arrivati a esaurimento quelli con la relatrice speciale dell'Onu

Il caso di Francesca Albanese nelle scuole potrebbe diventare la pietra miliare per un prima e per un dopo in un contesto storico e politico in cui si chiede ai docenti e al mondo scolastico il rispetto della pluralità di informazione per gli studenti e, soprattutto, il rispetto del luogo istituzionale. In questi giorni gli ispettori del ministero dell'Istruzione si sono presentati nelle scuole segnalate per capire cosa sia accaduto e come si siano svolti questi incontri, che non hanno mai avuto contradditorio e, anche a fronte di questo, sono iniziate le prime disdette nelle scuole.

Effettuando una ricerca sugli incontri di Francesca Albanese nelle scuole, emerge che questi si sono attualmente esauriti e non ne sono previsti altri nel breve periodo, almeno non sotto l'organizzazione della rete "Docenti per Gaza", che a partire da gennaio ha in programma altri webinar senza la relatrice speciale dell'Onu ma con altri attivisti. Il che potrebbe configurare nuove violazioni del principio di equilibrio e mancanza di contraddittorio. È proprio per questo motivo che l'istituto professionale Aldrovandi-Rubbiani di Bologna ha annullato un incontro organizzato da "Assopace Palestina" con due soldati disertori dell'esercito israeliano, che si sono rifiutati di aderire alla leva obbligatoria dichiarandosi obiettori di coscienza. L'incontro era in programma per ieri ma il preside, con una circolare, ha deciso di bloccare tutto con "un’operazione di prudenza dopo le ultime note del ministero nelle quali si ribadisce che su certe temi sono necessarie garanzie di pluralismo e contradditorio". Così ha spiegato lo stesso dirigente scolastico, aggiungendo che "sono argomenti che tendono a polarizzare. Adesso chiederemo chiarimenti al ministero su che cosa si intenda per pluralismo. Io ho preferito mantenere un atteggiamento prudente".