“La prima volta che ho incontrato Muccino? Mi ha sventrato”. Non usa giri di parole Stefano Accorsi che è tornato a lavorare proprio con Gabriele Muccino, in “Le cose non dette”, nelle sale dal 29 gennaio, in cui veste i panni dello scrittore e professore universitario di 50 anni Carlo, che tradisce la moglie (Miriam Leone) con una ragazza e innesca una crisi di coppia irreparabile.
Ma cosa è accaduto all’attore che ricorda ancora in maniera così nitida il primo incontro “choc” con il famoso regista? “Eravamo io, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Pierfrancesco Favino e Marco Cocci. Dovevamo provare una scena in macchina. Abbiamo detto le nostre battute e lui ci ha fermati dopo poco: no, ragazzi, così fa davvero schifo, non avete capito niente, non ci siamo”.
“È stato uno shock. Io mi sono spaventato… – ha continuato nell’intervista a Vanity Fair – Ma quella era una dichiarazione d’intenti: Gabriele deve togliere tutti gli orpelli, arrivare alla verità delle cose, pulire tutto dagli intellettualismi e dal mestiere. È un regista che sul set ti sta vicino e che ti dice che le emozioni devono partire dalla pancia, e ti tocca la pancia per fartelo capire. E credo sia questa sua ricerca dell’autenticità una delle cose più apprezzate dal pubblico”.









