Gran concerto di viole, violini e violoncelli (e in questi casi non manca mai qualche trombone di accompagnamento) per il sindaco Gualtieri in gita presso le nuove stazioni (Porta Metronia e Colosseo-Fori Imperiali) della metro C. «Tutto molto bello», avrebbe chiosato il grande Bruno Pizzul. E in effetti le stazioni sono bellissime, dopo vent’anni di attesa. Dopo di che, la sceneggiatura la conosciamo a memoria: c’è un enorme sforzo economico nazionale (non a caso ieri erano presenti i ministri Salvini e Giuli), e però il Sindaco comunica, canta e suona, come se avesse fatto tutto lui. Anche per il Giubileo, nei mesi scorsi, è incredibilmente andata così. Diciamolo: Roberto Gualtieri ha mostrato di possedere un tocco magico, ai limiti del colpo di genio, nel reinventarsi «cicerone social 2.0»: un paio di volte al giorno, prima o dopo i pasti principali, fa la guida turistica, ci mostra le cose belle di Roma (quelle antiche e quelle nuove), mentre preferisce svanire e andare in dissolvenza nelle giornate difficili oppure in presenza di guai e disservizi. Compare e scompare come l’illusionista David Copperfield.
Capezzone: né campo largo né campo per telefonare sulla metro C
Gran concerto di viole, violini e violoncelli (e in questi casi non manca mai qualche trombone di accompagnamento) per il sindaco Gualtieri in gita pr...













