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L'attore ha affrontato una trasformazione fisica estrema fatta di digiuno intermittente, dieta rigidissima e allenamenti tre volte al giorno. In un solo mese ha perso 10 chili
Diventare Sandokan non è stato solo un cambio di costume o un lavoro di immedesimazione. Per Can Yaman la leggendaria “Tigre della Malesia” ha significato una trasformazione fisica estrema, affrontata con disciplina ferrea, rinunce alimentari e allenamenti ai limiti della resistenza. Un percorso durissimo che l’attore ha raccontato di recente, svelando cosa si nasconde dietro il fisico asciutto e scattante visto nella nuova serie Rai.
Sandokan è un personaggio iconico, legato indissolubilmente al volto di Kabir Bedi, che per decenni ha incarnato l’eroe nato dalla penna di Emilio Salgari. Raccoglierne l’eredità non era semplice, né sul piano artistico né su quello fisico. Per questo la preparazione di Can Yaman è stata pensata nei minimi dettagli, a partire proprio dal suo corpo. Prima di iniziare le riprese, l’attore si trovava in una forma che, paradossalmente, era considerata “troppo” per il ruolo, circa 95 chili di muscoli, giudicati eccessivi per restituire l’agilità e la rapidità richieste dal personaggio.






