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16 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:08

Il killer di Andriy Parubiy, l’ex presidente del Parlamento ucraino assassinato il 30 agosto in strada a Leopoli con 8 colpi di pistola, agì per conto della Russia. Il timbro ufficiale sulle risultanze dell’inchiesta emerse negli ultimi mesi lo ha messo oggi il Procuratore generale Ruslan Kravchenko. “Nel corso di azioni investigative e misure operative congiunte” di Procura, Servizio di Sicurezza interna e Polizia Nazionale – ha scritto il magistrato su Telegram -, “è stata scoperta la pistola da cui è stato ucciso Parubiy”. Ci sono anche “nuove prove che indicano che il sospettato”, Mykhailo Stcelnikov, “ha commesso non solo omicidio intenzionale, ma anche una serie di gravi crimini contro la sicurezza nazionale“.

Stcelnikov, 52 anni, in carcere dal 2 settembre, “ha agito a favore dei servizi speciali della Federazione Russa sotto la legge marziale – ha proseguito Kravchenko -: ha fornito al nemico informazioni sul posizionamento e lo spostamento di unità delle Forze Armate dell’Ucraina; ha fornito materiale di intelligence per coordinare le attività di sabotaggio”. “Per molto tempo il sospettato si è preparato intenzionalmente all’omicidio, ha raccolto informazioni sui percorsi e sui luoghi di soggiorno del deputato popolare, ha ricevuto armi da fuoco dai suoi curatori della Federazione Russa e il 30 agosto ha sparato otto colpi a sangue freddo contro Andrii Parubiy”.