"Quando si parla di Iraq si pensa sempre al settore energetico, in particolare al petrolio, però direi che l'Italia, che pure ha grandi aziende attive" in questo campo, "potrebbe e dovrebbe guardare allo sviluppo di altri settori su cui l'attuale governo (iracheno) e immagino quello che verrà tra qualche mese stanno puntando".
Lo ha dichiarato all'ANSA l'ambasciatore d'Italia a Baghdad, Niccolò Fontana, a margine della XVIII Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici alla Farnesina.
Fontana ha ricordato che "l'Iraq è un Paese che dopo anni difficili ha intrapreso un percorso di crescita da un punto di vista economico e sociale", quindi "esistono opportunità importanti per le imprese straniere che siano interessate da una parte all'export verso un mercato importante come quello iracheno, dall'altra parte anche agli investimenti".
Tra i settori sui quali le imprese italiane possono puntare, ha chiarito Fontana, ci sono quelli "dell'agroindustria, del settore farmaceutico, quello delle costruzioni, del trattamento delle acque e anche del trasferimento di linee di produzione nel manufatturiero a largo campo".
"C'è una grande domanda d'Italia" e "per assurdo non è altrettanto forte l'offerta d'Italia, probabilmente al momento esiste ancora una percezione distorta dell'Iraq nel mondo imprenditoriale italiano", ha aggiunto Fontana.






