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Da domenica sera in televisione, sui social e sulle edizioni online dei giornali sta circolando moltissimo il video dell’uomo che è intervenuto per fermare uno dei due responsabili dell’attentato di Bondi Beach, in Australia, nel quale sono state uccise 15 persone e ne sono state ferite altre 40.

L’uomo è stato identificato come Ahmed al Ahmed, di 43 anni. I suoi genitori hanno detto ai media che è nato e cresciuto in Siria ma aveva lasciato il paese per andare in Australia nel 2006; possiede un negozio di frutta nella periferia sud di Sydney e ha due figlie, di tre e sei anni.

Il padre di al Ahmed ha raccontato a BBC che domenica il figlio doveva prendere un caffè con un amico nella zona di Bondi Beach. Quando ha sentito gli spari si è nascosto dietro una macchina davanti a cui uno dei due attentatori stava sparando. A quel punto, come mostra il video, gli si è avvicinato velocemente da dietro ed è riuscito a bloccarlo e disarmarlo. Si è poi spostato per proteggere le persone ancora sotto tiro dell’altro attentatore, ed è stato colpito più volte.

Al Ahmed è ora ricoverato all’ospedale St. George di Sydney a causa di ferite da arma da fuoco subite al braccio e alla mano, ma è in condizioni stabili. Una foto lo mostra sul letto dell’ospedale insieme a Chris Minns, il primo ministro dello stato di New South Wales, lo stato di Sydney. Minns ha elogiato al Ahmed, definendolo «un eroe della vita reale» che «ha salvato un numero incalcolabile di vite».